
Il Comitato di Tutela del Paesaggio si sente quasi responsabile dell’andamento della vicenda ‘eolica’ che ha ingenerato una vera e propria crisi amministrativa, tanto da sentire il dovere di confortare il sindaco Vaglio, dopo il diktat consiliare che ha creato prima “imbarazzo” e poi ammutinamento nel gruppo Pd che sostiene la maggioranza.
In realtà i nostri amici del CTP, benché lodevoli e influenti nella lotta contro l’eolico selvaggio, altro non hanno determinato, in questa vicenda, se non una lieve accelerazione nell’innesco di quella bomba che prima o poi sarebbe inevitabilmente scoppiata.
Il filo di rasoio su cui è corso l’affaire eolico è infatti molto più antico delle troppo recenti scaramucce e solo l’opportunismo elettorale o l’illusione di riuscire in qualche gioco di prestigio dell’ultima ora, ha posto il problema in una sinistra penombra che mirava, appunto, a confondere quanto più è possibile le acque.
Persino l’onesto Vaglio (che onestamente crede e tiene al suo territorio) è stato avvolto da questa penombra che rendeva rarefatta qualunque chiarezza sull’argomento.
E forse era anche giusto così.
Non è facile prendere decisioni di tale importanza per il proprio territorio, come non è facile per qualunque politico che si trovi a fare scelte che possano incidere sullo sviluppo e sul benessere delle popolazioni. Il dubbio è d’obbligo, e bene hanno fatto tutti coloro che, ad un certo punto, hanno ammorbidito la loro intransigenza iniziale (e populista) per dedicarsi ad un serio studio di fattibilità, così come fece la commissione nominata dallo stesso PD che, in questa vicenda è stato (genericamente ed ingiustamente) tacciato di affarismo politico.
Ma dietro il Pd erano tanti e tali quelli dediti al doppio gioco (diventato un risiko quotidiano) da non riuscire a capirne più nulla. E che qualcuno ci stava marciando lo si poteva dire solo appellandosi a qualche improbabile intuito o alla solita malignità per la quale spesso si fa peccato ma poi ci si azzecca.
Non che mancassero quelli visceralmente convinti della bontà degli impianti eolici ma la questione si era talmente intorbidita da far risultare abbietto qualunque tentativo di ragionamento, logico, freddo o calcolato. Anche perchè, a monte di tutto, restava la preponderante importanza della bellezza del territorio che ne sarebbe, comunque, rimasta svilita da qualunque rimaneggiamento di quel progetto iniziale che, ogni tanto è bene ricordarlo, avrebbe dovuto far inorridire già qualcun'altro, in altri e lontani tempi.
Quindi l’eolico andava spostato da lì e basta, secondo tutti quelli che tengono al valore turistico-ambientale del nostro territorio.
Era chiaro che qualunque manovra per indorare la pillola sarebbe apparsa solo un maldestro tentativo di prestidigitazione.
Ma la vicenda non passa solo attraverso il puro aspetto tecnico o ambientale, né qualcuno pensi di aver teso bene le redini, perché i cavalli che tirano il carrozzone della politica spesso sanno già dove andare, specie se sono stati addomesticati da chi non si è lasciato sfuggire l’occasione eolica per togliersi qualche sassolino dalla scarpa… (questo era solo per i buoni intenditori: scusate l’ermetismo ma non si può aggiungere carne al fuoco, quando la grigliata fa già troppo fumo di per sè).
Anche perché, questa vicenda, come altre, state certi che in fumo dovrà finire e, dopo qualche scaramuccia, tutto dovrà necessariamente tornare nell’alveo della normalità amministrativa. Sarebbe troppo presto per riscaldare i muscoli in vista della prossima tornata elettorale, si rischierebbe di consumare energie a vanvera. Come vedete, alla fine, pure il più nobile degli istinti, passa sempre attraverso la cruna del solito ago… e se no che politici sarebbero?! (ap)
Ma dopo questa romanzata sarà meglio riprendere i numi dell’oggettività della cronaca, attendendo gli squisiti fatti delle prossime ore.
In realtà i nostri amici del CTP, benché lodevoli e influenti nella lotta contro l’eolico selvaggio, altro non hanno determinato, in questa vicenda, se non una lieve accelerazione nell’innesco di quella bomba che prima o poi sarebbe inevitabilmente scoppiata.
Il filo di rasoio su cui è corso l’affaire eolico è infatti molto più antico delle troppo recenti scaramucce e solo l’opportunismo elettorale o l’illusione di riuscire in qualche gioco di prestigio dell’ultima ora, ha posto il problema in una sinistra penombra che mirava, appunto, a confondere quanto più è possibile le acque.
Persino l’onesto Vaglio (che onestamente crede e tiene al suo territorio) è stato avvolto da questa penombra che rendeva rarefatta qualunque chiarezza sull’argomento.
E forse era anche giusto così.
Non è facile prendere decisioni di tale importanza per il proprio territorio, come non è facile per qualunque politico che si trovi a fare scelte che possano incidere sullo sviluppo e sul benessere delle popolazioni. Il dubbio è d’obbligo, e bene hanno fatto tutti coloro che, ad un certo punto, hanno ammorbidito la loro intransigenza iniziale (e populista) per dedicarsi ad un serio studio di fattibilità, così come fece la commissione nominata dallo stesso PD che, in questa vicenda è stato (genericamente ed ingiustamente) tacciato di affarismo politico.
Ma dietro il Pd erano tanti e tali quelli dediti al doppio gioco (diventato un risiko quotidiano) da non riuscire a capirne più nulla. E che qualcuno ci stava marciando lo si poteva dire solo appellandosi a qualche improbabile intuito o alla solita malignità per la quale spesso si fa peccato ma poi ci si azzecca.
Non che mancassero quelli visceralmente convinti della bontà degli impianti eolici ma la questione si era talmente intorbidita da far risultare abbietto qualunque tentativo di ragionamento, logico, freddo o calcolato. Anche perchè, a monte di tutto, restava la preponderante importanza della bellezza del territorio che ne sarebbe, comunque, rimasta svilita da qualunque rimaneggiamento di quel progetto iniziale che, ogni tanto è bene ricordarlo, avrebbe dovuto far inorridire già qualcun'altro, in altri e lontani tempi.
Quindi l’eolico andava spostato da lì e basta, secondo tutti quelli che tengono al valore turistico-ambientale del nostro territorio.
Era chiaro che qualunque manovra per indorare la pillola sarebbe apparsa solo un maldestro tentativo di prestidigitazione.
Ma la vicenda non passa solo attraverso il puro aspetto tecnico o ambientale, né qualcuno pensi di aver teso bene le redini, perché i cavalli che tirano il carrozzone della politica spesso sanno già dove andare, specie se sono stati addomesticati da chi non si è lasciato sfuggire l’occasione eolica per togliersi qualche sassolino dalla scarpa… (questo era solo per i buoni intenditori: scusate l’ermetismo ma non si può aggiungere carne al fuoco, quando la grigliata fa già troppo fumo di per sè).
Anche perché, questa vicenda, come altre, state certi che in fumo dovrà finire e, dopo qualche scaramuccia, tutto dovrà necessariamente tornare nell’alveo della normalità amministrativa. Sarebbe troppo presto per riscaldare i muscoli in vista della prossima tornata elettorale, si rischierebbe di consumare energie a vanvera. Come vedete, alla fine, pure il più nobile degli istinti, passa sempre attraverso la cruna del solito ago… e se no che politici sarebbero?! (ap)
Ma dopo questa romanzata sarà meglio riprendere i numi dell’oggettività della cronaca, attendendo gli squisiti fatti delle prossime ore.
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