"La libertà di espressione e di pensiero - scrive Totuccio Calabrese - è uno dei principi fondamentali riconosciuti dall’art. 21 della Costituzione. Oltre al fatto che ogni cittadino dovrebbe sentirsi libero di fare le proprie domande ed esporre le proprie considerazioni, soprattutto se riguardano il futuro e l’interesse della propria città.
Nella mia posizione di consigliere comunale, questo diritto è anche un dovere, un dovere nei confronti di chi mi ha votato, diritto/dovere che viene in un certo senso “manovrato”durante ogni consiglio comunale, rendendo difficile qualunque intervento e quasi sempre impossibile la conclusione di un concetto per intero, viene utilizzato ogni pretesto per deviare le argomentazioni verso futili battibecchi, con il solo intento di evitare risposte alle innumerevoli negligenze, e quando le discussioni vertono su questi temi considerati “scomodi” “seccanti” o imbarazzanti, al Sindaco viene lasciato tutto il tempo che occorre per meglio destreggiarsi e per non produrre alcuna risposta o soluzione, se non addebitare ad altri le proprie responsabilità, e concludere ogni volta con intimidazioni di querela.
Querela per cosa, perché gli viene riconosciuto il grande merito, anche quando si palesano tutte le condizioni per una totale ritirata, di “ribaltare” ogni volta la situazione?
Querela perché ha creato i presupposti per una crisi basata su questioni ben più ampie della sola gestione di Porto Selvaggio …. e ha pensato bene di sospendere l’attività amministrativa e di ritiransi in vacanza (forse per meglio concentrarsi sulla soluzione), lasciando la città allo sbaraglio per 3 mesi?
Il verde pubblico rinsecchito, nessuna disinfestazione e derattizzazione, indifferenza dei 30 lavoratori socialmente utili ingannati durante le passate elezioni provinciali, ecc, ecc., ecc., crisi, conclusasi a sorpresa, in “zona cesarini” con la comparsa di personaggi (gli insospettabili) che giurano dedizione e attaccamento, salvando capre e cavoli, gli stessi personaggi che in altre situazioni (o interrogazioni elettorali) lo consideravano a gran voce inadempiente e inconcludente. È spontaneo credere che suddette personalità (appartenenti a tutt’altri orientamenti politici) abbiano avuto un impulso improvviso di interesse per il bene della città e non aspirino ovviamente ad un premio fedeltà.
La verità è che si tratta di un totale ribaltamento della volontà popolare, come solo Vaglio sa fare!
Questo è un mio personale sfogo che esula completamente da qualunque appartenenza o schieramento politico, mie personali esternazioni, il punto di vista di un libero cittadino, al quale non è dato modo di conoscere le sorti della propria città, che come tanti vive in una costante situazione di ansia e di paura per l’improbabile futuro di Nardò e non ha il diritto di sapere ne perché e ne per colpa di chi.
Ma il mio è anche un appello alla cittadinanza, di intervenire, mobilitarsi ad essere pronti a sostenere qualunque iniziativa che possa porre fine ad una situazione di totale agonia e inoperosità in cui versa il paese .
Totuccio Calabrese
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