E’ la prova del nove, quella che sosterrà Martedì prossimo il Consiglio Comunale di Nardò per l’approvazione del bilancio.
Tanto si vocifera e tanto ci si arrovella intorno al toto-consiglieri per capire, chi e se, si sottrarrà alla prova del fuoco. Fatto sta che, dalle premesse che ci giungono, non sembra proprio una passeggiata, considerato che resta intatta la responsabilità diretta del consigliere comunale (che è sempre personale), anche qualora la scelta di votare quel bilancio che fa storcere il naso ai Revisori, venga avallata da altri pareri autorevoli (vedi Bruno), che si siano espressi favorevolmente alla ‘votabilità’.
Qui non si parla di bruscolini ma di milioni di euro e questo non può far certo dormire sonni tranquilli a nessuno che abbia un pizzico di sale in zucca.
“L’amicizia (politica) è un conto ma l’interesse è un altro”, recitava un vecchio proverbio.
Sic stantibus rebus, non dovrebbe essere così scontata la somma numerica dei consiglieri che hanno accettato di seguire Vaglio. Anche perché, qualcuno di loro, ha tenuto a sottolineare il suo appoggio di gradimento “volta per volta” e non certo con spirito cameratesco.
Di sicuro c’è già chi sarà pronto a rimpiazzare qualche voto mancante, anche se dovesse venire dalla fila opposta del Consiglio: se è stato così bravo a passarla liscia finora, lo sarà certamente anche nel trovare motivi di ‘interesse collettivo’ che giustifichino il soccorso in extremis.
In gioco, però, qui non c’è solo la voglia di mettere nei guai il sindaco ma lo stesso futuro finanziario del comune di Nardò che, in caso di boicottaggio della votazione, prenderebbe una strada a dir poco sconveniente.
Non è certo facile capire cosa può essere opportuno e se si dovrà trattare di un superamento di artifizi tecnici o di una reale violazione dell’equilibrio finanziario imposto dalla legge vigente.
La situazione, comunque, non è nuova e pare che lo strascico venga da molto lontano. Che sia giunta l’ora di fare finalmente i conti veri? Lo sapremo Martedì quando registreremo le risultanze del Consiglio comunale che vorrà prendersi la responsabilità di agire in un senso o nell’altro, sperando in una soluzione che non danneggi più di tanto la città ma che s’imperni, una volta per tutte, su quella ‘correttezza finanziaria’ messa in dubbio dai Revisori. (ap)

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